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Si sa, il politico parla,
parla, parla... Se con le parole possiamo dire ciò che vogliamo, anche
quello in cui non crediamo, con il nostro atteggiamento para verbale (il
tono, il volume, le pause, etc) ed il non verbale ( la gestualità)non
riusciremo mai a mentire. La Pnl (programmazione neuro
linguistica), tra le tante attività, ci insegna a riconoscere e capire a
fondo chi stiamo ascoltando. Questa rubrica è nata per
offrire a tutti voi la possibilità di avere delle importanti analisi sulla
comunicazione dei nostri politici.
Buon divertimento!
ATTEGGIAMENTO MENTALE DI BERLUSCONI E PRODI Questa analisi è tratta dai due incontri televisivi in cui Berlusconi e Prodi si sono confrontati (per modo di dire!!!) Berlusconi L'atteggiamento mentale di Silvio Berlusconi nei due incontri Rai è stato coerente quanto a fiducia e sicurezza di sé stesso. La postura fisica ben dritta, braccio teso e mano saldamente appoggiata al tavolo (rigorosamente scuro! ... forse per non far vedere a chi si intende di comunicazione la posizione delle gambe!) denotano la fermezza del suo carattere. Sicuro di sé ma non del clima generale. Questo è stato evidentissimo nel primo incontro, dove il volto tirato e l'assenza di sorrisi l'hanno tradito. Nel secondo incontro la gestualità del viso è cambiata. Le condizioni esterne (le opinioni dell'elettorato, quanto meno del proprio e di alcuni degli indecisi) non lo spaventavano più tantissimo. Tanto sì, ma non tantissimo. Si è adeguato ai limiti di tempo imposti dalla Legge, non ha mai sforato, come invece ha fatto nel primo incontro (dove il desiderio di "far capire" agli italiani l'ha spinto a dimenticarsi dei tempi ristretti). L'atteggiamento mentale di Berlusconi è stato quello di chi è certo di difendere la propria causa. Prodi L'atteggiamento mentale di Romano Prodi è stato caratterizzato, nel primo incontro, da una serenità totale. Certissimo della vittoria elettorale e delle non possibili aggressioni dirette di Berlusconi, è stato a proprio agio sin dall'inizio. Sorridente, quasi sognante, pacato e non bisognoso di altro tempo al di fuori di quello previsto. Con questa impostazione mentale ha iniziato anche il secondo incontro. Dopo pochi minuti però la sua impostazione è stata scossa da una improvvisa rabbia nei confronti dell'avversario politico. Ha tentato l'attacco verbale. Solo tentato perchè Berlusconi, già con le unghie tirate fuori, l'ha poi graffiato. Prodi non ha reagito, più di una volta ha lasciato cadere il discorso affrontando altri temi. Certamente Prodi non è un battagliero. Il suo atteggiamento non è stato di chi attacca, le battute al vetriolo sono, per lui, una forzatura. L'atteggiamento mentale di Prodi è stato quello di chi si affida più che alle proprie convinzioni ideologiche alla voglia degli elettori di distruggere il suo avversario. LA STRETTA DI MANO TRA PRODI E BERLUSCONI Ogni comunicazione segue due binari paralleli, quello del contenuto e quello della relazione. Il contenuto è definito dalle parole mentre la relazione è definita dal corpo. La nostra gestualità è involontaria, comunichiamo per un 55% con il nostro corpo e i segnali analogici della gestualità ci danno molte informazioni che vanno oltre il contenuto verbale.
SILVIO AUDITIVO, ROMANO CINESTESICO Chi si occupa di comunicazione, o ne è affascinato, sa che elaboriamo la realtà attraverso i canali sensoriali. I principali sono: visivo, auditivo e cinestesico. Ognuno di noi usa non esclusivamente ma prevalentemente uno dei tre canali. Silvio auditivo Berlusconi, nella rappresentazione della realtà, viene guidato prevalentemente dai suoni e dalla qualità della voce. Tutto questo è confermato dal suo sguardo orizzontale, dalla tensione muscolare uniforme e dai suoi movimenti ritmici. Berlusconi mostra la tendenza a buttare indietro le spalle, ha una respirazione uniforme e diaframmatica. La voce segue ritmi e tempi, con un tono chiaro, né alto né basso. Questa impostazione la mantiene anche nelle sue convenctions. Quindi: parole bene enunciate. E quando Berlusconi sistema le cose sulle dita accompagna il suo dialogo interno. Se avete una voce stridula non parlate mai con lui: i toni di voce sgradevoli non li sopporta, non conquisterete la sua fiducia. Berlusconi si ricorda perfettamente la voce di tutti quelli che hanno parlato con lui. L'auditivo, per natura, ama la musica, ama parlare al telefono, è predisposto all'ascolto e adora fare conversazione. Insomma: ama tutto ciò che è legato alla voce, alle note, alle parole... Ricorda parola per parola, virgola per virgola, tutto ciò che gli viene detto. I suoi predicati verbali preferiti sono: "avete sentito cosa hanno detto di noi i nostri avversari?"; "Ora vi dico una cosa... ascoltate attentamente"; "ti ascolto con attenzione". Romano cinestesico Romano Prodi viene guidato nella sua rappresentazione della realtà da
sensazioni corporee e viscerali. La sua respirazione è profonda nella zona
addominale e lo sguardo è rivolto prevalentemente in basso verso destra.
I muscoli subiscono un rilassamento generale e le spalle tendono a curvarsi. Essendo
prevalentemente cinestesico, Prodi, quando parla con qualcuno tende
ad avvicinarsi molto. Il modo di parlare è lento con lunghe pause, quasi a cercare di controllare
le sue sensazioni corporee ed emotive. Il tono è basso e profondo. L'elemento emotivo che lo caratterizza fa sì che il colore della pelle si
alteri secondo le emozioni che sta vivendo. Un cinestesico arrossisce
facilmente. Fate provare una bella sensazione a Prodi e l'avrete
conquistato. Ricordatevi di non parlare velocemente se volete essere
ascoltati. Dopo aver visto un film, Prodi, più che battute o immagini
specifiche, ricorderà e rivivrà le sensazioni corporee che le scene gli
hanno trasmesso. Olfatto e gusto sono i punti forti: un piacevole profumo lo
riconoscerà ovunque così come risentirà sempre il gusto di un piatto
piacevole.
I predicati verbali che preferisce sono: "abbiamo bisogno di costruire
qualcosa di solido"; "ho la sensazione di essere daccordo con
te"; "vorrei toccare con mano prima di decidere".
Il cinestesico ama tutto ciò che trasferisce sensazioni: nel caso di Prodi,
ad esempio, il vento in faccia quando va in bicicletta. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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