Carissimi amici,
utilizzo questo spazio per fare alcune considerazioni circa l'articolo di
Kevin Roberts apparso su l'Espresso n° 52 del 4 gennaio 2006. Articolo
strepitoso, strategico, posizionato sull'inserto "speciale rivoluzione
2006".
"Direttore
impara ad essere stupido" è la prima regola per avere
successo.
K. Roberts ci svela alcuni segreti per performance top nel mondo del
business e del risk management.
Io aggiungo altro: quelle regole valgono tanto per la nostra vita
professionale, e non serve essere colossi o multinazionali, quanto nella
nostra sfera privata.
Vediamo le regole in questione (alcune ne ho aggiunte).
1.
Una vita non vissuta
non vale la pena di essere vissuta. Condite la vostra vita! I piatti
insipidi... che tristezza! 2.
Pensate come se foste
bambini. La semplicità e la spontaneità sono armi vincenti per
conquistare la felicità e gustare il sapore di quella pietanza che è la
vita. 3. Imparate a prendere
decisioni. Tutta la nostra vita è caratterizzata dalle decisioni. Ne
prendiamo in ogni momento, piccole o grandi che siano. L'importante è che le
prendiamo! E sì! perchè molti ne hanno paura... si sentono ogni volta come
se stessero decifrando un rebus. Le decisioni determinano l'andamento della
nostra vita, condizionano il nostro destino. E per questo, qualcuno mi
potrebbe dire: "è proprio perchè le decisioni sono tanto importanti che
bisogna ponderare bene ciò che si sceglie". Vero, però... il piatto si
potrebbe, anzi è sicuro!, raffreddare. In realtà, quando siamo indecisi è
perchè abbiamo paura dell'insuccesso (o fallimento che dir si voglia). Ed
ecco la quarta regola. 4.
Ricercate il
fallimento. Che cosa è meglio: prendere 30 decisioni al giorno di cui
dieci sbagliate o prenderne solo 3 e tutte giuste? Non abbiate paura
dell'insuccesso! Se avete un preciso obiettivo (e questo è indispensabile),
il fallimento è un piccolo incidente di percorso. E per fortuna che ci siamo
inciampati! E' evidente che nella nostra strategia o percorso qualcosa non
funzionava. E chiediamoci: dove ho sbagliato? Cosa non funziona? Come posso
fare ora per raggiungere il mio obiettivo? 5.
Ponetevi
costantemente domande, soprattutto quelle stupide (quelle che se ti
sente qualcuno sgrana gli occhi!). Il potere delle domande è miracoloso.
Domande stupide sì, ma non quelle incentrate sui "perchè". "Perchè mi è
accaduto questo?"... ma a cosa serve chiedersi "perchè"? A sprecare energie
e tempo per ricercare un colpevole di ciò che ci accade. Lo volete un
segreto? Chiedetevi: "come posso risolvere questa situazione momentanea?"
Sperimentate! ... e vedete l'effetto che fa! 6.
Prendete come modello
una persona che ha ottenuto successo. E non per forza di cose un attore,
un vip o un grande della storia... Se impariamo a guardarci intorno...
troveremo persone di successo. L'importante è sapere che cosa è per voi il
"successo". 7.
Unite sempre ragione
ed emozione. Torniamo al nostro "piatto"... Un cibo preparato con
logica, con ingredienti salutari, genuini è "ragione". Ma i colori... i
profumi... le spezie... la persona che mangia con noi... sono "emozioni".
Siate
carichi di passione, fantasia, intuizione, energia elettrica, vitalità,
emozioni e ispirazioni... sognate e battetevi per i vostri sogni!
Solidea